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Aleppo
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mwegAleppo (mwewin arabo حَلَب‎?, Ḥalab) è una mwfacittà della Siria settentrionale, capitale dell'mwfqomonimo governatorato e del mwfgdistretto di Jabal Sam'an. Per la sua importanza è spesso soprannominata la "Capitale del Nord".cite-ref-1[1] Seconda città per popolazione della attuale Siriacite-ref-undata-2-0[2]cite-ref-3[3] dopo la capitale mwiwDamasco, fa parte della regione storica della mwjaGiazira, ovvero la Mesopotamia settentrionale.

È una delle più grandi città della regione del Levante,cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] e una delle più antiche città abitate ininterrottamente al mondo, con ogni probabilità fin dal VI millennio a.C.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]

La mwswcittadella, delimitata da una cinta muraria, è stata inserita tra i mwtapatrimoni dell'umanità dall'mwtqUNESCO nel 1986. Distante pochi chilometri dal confine con la mwtgTurchia, la popolazione include mwtwarabi, mwuaarmeni, mwuqcurdi, mwugcircassi e mwuwturchi, mentre dal punto di vista religioso, accanto a una maggioranza di religione mwvaislamica, Aleppo è la terza maggiore città mwvqcristiana del mwvgmondo arabo, dopo mwvwBeirut e mwwaIl Cairo.

A partire dal 2012, Aleppo è stata coinvolta nella mwwgguerra civile siriana, diventando il centro di una prolungata mwwwbattaglia, conclusasi nel 2016, che ha provocato oltre 31.000 morti devastando l'intera città, che viene talvolta definita la "mwxaStalingrado di Siria".cite-ref-13[13]

Contents

Storia
Musei
Cucina
Sport
Note

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Geografia fisica

Si trova in una conca fra le montagne e il suo clima non è sempre particolarmente favorevole.

Origini del nome

Il nome arabo della città, mwzgḤalab, deriva dall'mwzwaccadico mwaaḪalap o mwaqḪalab. La città viene citata inoltre nelle fonti mwagegiziane come mwawhlp, e in quelle mwbaugaritiche e mwbqaramaiche come mwbghlb. Nell'età antica Aleppo fu nota anche come mwbwBeroea o mwcaBeryacite-ref-14[14].

L'origine del toponimo è oscura ma vi sono diverse ipotesi al riguardo: nella lingua mwdgamorrita mwdwHalab significa mweametallo di ferro o mweqrame di cui il luogo era importante fornitore nell'antichità; in lingua mwegaramaica significa mwewbianco come il colore del marmo abbondante nell'area, mentre mwfalatte si dice in arabo حليب, ossia mwfqḤalīb, parola la cui radice è la stessa del toponimo. mwfgḤalab Ibrāhīm significherebbe fantasiosamente mwfw(lui) mwgaAbramo allatta la (mucca) bianca secondo il viaggiatore mwgqIbn Baṭṭūṭa, che scrive che il patriarca, soggiornando nel luogo e avendo un gregge numeroso, sarebbe stato solito distribuirne ai poveri.cite-ref-15[15]

La città è anche nota come "la grigia" (mwhwal-Shahbāʾ)cite-ref-16[16], in riferimento al colore delle mwjapietre calcaree con cui sono costruiti la mwjqcittadella e buona parte degli edifici.cite-ref-17[17]

Storia

Età antica

Gli scavi a mwmqTell as-Sawda e mwmgTell al-Ansari, appena a sud della città vecchia di Aleppo, mostrano che l'area fu occupata dagli mwnaAmorrei verso la fine del terzo millennio a.C.cite-ref-18[18] Questo è anche il periodo in cui Aleppo viene menzionata per la prima volta nelle tavolette cuneiformi rinvenute a mwoqEbla e in mwogMesopotamia, che ne parlano come parte dello stato amorreo di Yamhad, e ne notano l'importanza commerciale e militare.

La città appare nei documenti ritrovati negli archivi mwraIttiti di mwrqMari ed mwrgEbla, risalenti al mwrwII millennio a.C., che la descrivono come capitale del regno mwsaamorreo di mwsqYamkhad. Fu conquistata dal re ittita mwsgMuršili I, nel 1600 a.C., lasciando un vuoto politico nel nord della Siria sino all'inizio del mwswXV secolo a.C., quando viene annessa al regno mwtahurrita di mwtqMitanni. Il re ittita mwtgShuppiluliuma nel 1473 a.C. riconquista la città, che diventa sede religiosa dell'mwtwImpero ittita. Nel 1274 a.C. il re di Aleppo mwuaTelepinu partecipa con le forze ittite alla famosa mwuqbattaglia di Kadesh svoltasi sulle rive dell'mwugOronte, non distante dalla città. La battaglia segnò la fine dell'espansione verso nord degli mwuwEgiziani.

Dopo la caduta dell'Impero ittita con l'invasione dei mwwqPopoli del Mare (1190 a.C.), Aleppo forma uno dei piccoli stati neo-hittiti, mentre l'elemento arameo aveva il sopravvento tra la popolazione, come in tutta la Siria del nord; infatti più tardi Aleppo diventa capitale di un regno mwwgaramaico.

mwxaTiglatpileser I, nell'mwxqXI secolo a.C., invade l'Impero ittita e fonda l'mwxgImpero assiro, nel quale viene definitivamente inclusa con la vittoria di mwxwSalmanassar III nella mwyabattaglia di Qarqar (853 a.C.), la città di Aleppo, che da quel momento conserva come unico motivo di prestigio il celebre ed antico santuario del dio della tempesta, mwyqHadad.

I mwywcaldei o neo-babilonesi si sostituiscono brevemente agli mwzaAssiri nel 612 a.C., e a loro volta sono sconfitti da mwzqCiro II di Persia (539 a.C.), fondatore dell'mwzgImpero achemenide. Viene istituito il sistema amministrativo delle mwzwsatrapie.

Nel 333 a.C. Aleppo viene conquistata da mw0qAlessandro Magno, e viene chiamata mw0gBeroea dal suo successore mw0wSeleuco I Nicatore, che la fortifica a scopo militare, ed è annessa alla mw1asatrapia di Babilonia. Fece parte dell'mw1qImpero seleucide fino all'arrivo dei mw1gromani; ma, tra il secondo ed il mw1wprimo secolo a.C., soffrì per le lotte dinastiche all'interno della famiglia regnante e la città fu conquistata anche dal mw2are d'Armenia mw2qTigrane.

Nel 64 a.C. mw2wPompeo annette la Siria alla mw3aRepubblica Romana; la città diviene quindi parte dell'mw3qImpero romano prima, e di mw3gquello bizantino poi.

Età medievale

Nel 540, la città venne distrutta dal re mw4qsasanide mw4gCosroe I e fu riedificata e fortificata dall'imperatore mw4wGiustiniano.

Con l'avanzata della potenza mw5qaraba nel mw5gVI secolo, gli aleppini aprono le porte della città a mw5wKhalid ibn al-Walid nel 637. Sotto gli mw6aOmayyadi la città prospera, per poi declinare quando gli mw6qAbbasidi spostano la capitale del mw6gcaliffato a mw6wBaghdad e distruggono tutte le opere degli Omayyadi (resta solo l'impianto della grande Moschea). La dinastia degli mw7aHamdanidi, iniziata con mw7qʿAli Sayf al-Dawla, che rese Aleppo indipendente dal califfo, regna dal 944 al 1003 e, proprio con ʿAli Sayf al-Dawla, ancora oggi ricordato ad Aleppo, difende la città contro gli attacchi dell'mw7gimperatore bizantino mw7wNiceforo Foca che, nel 962, riesce a saccheggiare la città ma non a conquistarne la Cittadella.

In seguito la città cadde sotto il controllo dei mw8qFatimidi mw8gsciiti mw8wismailiti nel 1015, di alcune tribù beduine nel 1024, della famiglia dei Banu ʿAqīl nel 1080, dei turchi mw9aSelgiuchidi mw9qsunniti nel 1086 e della dinastia mw9gurtuchide nel 1117.

Durante le mw-acrociate la città viene assediata, senza esito, dai cristiani nel 1098 mentre, nel 1124, arriva in aiuto della città l'mw-qatabeg selgiuchide di mw-gMosul, il turco mw-wʿImād al-Dīn Zangī. Con mw-aNur al-Din Zangi (1128mw-q – 70), figlio di Zangi e atabeg di mw-gMosul, Aleppo diventa il fulcro della reazione islamica contro i crociati e, alla morte di questi, passa al mw-wcurdo mwaqaSaladino, già sottoposto di Norandino e poi fondatore della dinastia degli mwaqeAyyubidi, che riuniva sotto un'unica guida diverse realtà istituzionali islamiche delle aree della mwaqiSiria, mwaqmIraq, mwaqqJazira, mwaquEgitto e mwaqyAnatolia e pose fine vittoriosamente alla mwaqcterza crociata. Il figlio di Saladino, mwaqgal-Zahir Ghazi, fece scavare il fossato e ricoprì di pietre la scarpata della Cittadella.

Nel 1138 la città subisce gravissimi danni a causa di un mwaqoterremoto catastrofico che causa circa 250.000 vittime.

La città viene conquistata e devastata durante le mwaqwincursioni mongole in Palestina del 1260. I mwaq0Mamelucchi nel 1292 ricostruiscono la Cittadella che nuovamente viene distrutta nel 1400 con l'invasione di mwaq4Tamerlano.

Età moderna

Nel 1516 Aleppo passa sotto gli mwaroOttomani con mwarsSelim I, che sconfigge i mwarwMamelucchi di mwar0Siria ed mwar4Egitto. Vi si stabilisce la residenza di un mwar8Wali (governatore), e nei quattro secoli che seguono la città resta uno degli scali commerciali più importanti al mondo, confluendovi le vie carovaniere dell'Asia e dell'Arabia con i collegamenti al mwasaMar Mediterraneo nei porti di mwaseTripoli e mwasiAlessandretta. È tappa obbligatoria nei pellegrinaggi mwasmislamici alla mwasqMecca.

Età contemporanea

Nel 1822, un terribile terremoto uccide il 60% della popolazione della città, che in pochi decenni si risolleva e alla fine di quel secolo raggiunge nuovamente i centomila abitanti.

In esecuzione del mwasgtrattato di Sèvres nel 1920 viene imposto il protettorato francese nel territorio compreso negli stati di mwaskSiria, mwasoLibano e mwassIsraele, oltre alla zona di Alessandretta, che viene ceduta arbitrariamente dai francesi al nuovo Stato mwaswTurco, privando così Aleppo del suo porto storico.

Fu punto strategico per la confluenza della fiumana di mwas4armeni deportati dall'Anatolia al deserto di mwas8Deir el-Zor durante il mwatagenocidio armeno.cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]

Nel 1946 la mwatoSiria si autoproclama repubblica indipendente.

Le misure di nazionalizzazione del 1958 (costituzione della mwatwRepubblica Araba Unita), inasprite nel 1963, determinano la partenza di numerosi industriali e commercianti con un conseguente rallentamento della crescita economica, mentre numerosi finanziamenti pubblici attivano l'industrializzazione della capitale, mwat0Damasco.

Aleppo comunque resta la seconda città della Siria e può vantare negli ultimi anni un considerevole sviluppo in campo industriale, commerciale ed agricolo.

Guerra civile

Il 12 agosto 2011, pochi mesi dopo lo scoppio delle prime proteste nel resto del Paese, nel contesto della mwau0primavera araba, decine di migliaia di manifestanti antigovernativi manifestarono in vari distretti della città. Nel corso di queste dimostrazioni, le forze di sicurezza spararono e uccisero almeno due persone.cite-ref-21[21] Due mesi dopo, dimostranti filo-governativi manifestarono in piazza Saadallah Al-Jabiri, in centro città. In particolare, l'11 ottobre 2011, vaste folle si riunirono per esprimere il proprio sostegno al presidente mwavmBashar al-Assad.cite-ref-22[22]

All'inizio del 2012, le forze governative iniziarono a bombardare la città in reazione a una rivolta. Il 10 febbraio 2012, due autobombe esplosero accanto a due edifici governativi, provocando 28 morti (tra i quali quattro civili) e 235 feriti.cite-ref-23[23] Il 18 marzo 2012, un'altra autobomba in un quartiere residenziale uccise due membri del personale di sicurezza e una donna civile e ferì 30 residenti.cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]

Nel luglio 2012, gli eventi ad Aleppo degenerarono quando i ribelli lanciarono una prima offensiva dalle campagne circostanti.cite-ref-mogelson-26-0[26]cite-ref-27[27] La città fu colpita da devastanti bombardamenti.cite-ref-mogelson-26-1[26] Nel corso degli ultimi mesi del 2012 proseguirono i combattimenti casa per casa tra i ribelli e le forze governative e nella primavera del 2013 le linee del fronte si stabilizzarono con le forze governative raccolte nella parte occidentale della città e le forze di opposizione nella parte orientale.cite-ref-mogelson-26-2[26] Secondo una stima effettuata da un'organizzazione umanitaria, nei primi mesi, i combattimenti provocarono circa mwaxy13500 morti, mwaxc1500 dei quali sotto i 5 anni di età, e mwaxg23000 feriti.cite-ref-mogelson-26-3[26] Le locali stazioni di polizia, utilizzate come basi delle forze governative, furono al centro dei combattimenti.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] I combattimenti provocarono la distruzione di vaste sezioni dell'Al-Madina Souq, della mwayygrande moschea di Aleppo e di vari altri edifici storici.cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]

Il conflitto si trascinò in una situazione di stallo per quattro anni fino al luglio 2016,cite-ref-32[32] quando le forze governative bloccarono, con il sostegno degli attacchi aerei russi, l'ultima linea di rifornimento per i ribelli, che lanciarono controffensive infruttuose tra settembre e ottobre che non riuscirono a rompere l'assedio; a novembre, le forze governative intrapresero una campagna decisiva. I ribelli accettarono di evacuare la città nel dicembre 2016.cite-ref-33[33] Il 22 dicembre, l'evacuazione fu completata e le forze governative presero possesso del settore orientale della città.cite-ref-34[34]cite-ref-35[35] La vittoria del governo siriano venne ampiamente considerata come un potenziale punto di svolta nell'ambito della mwaaaguerra civile siriana.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]cite-ref-2-39-0[39]

In seguito alla fine dei combattimenti, circa mwabi500000 rifugiati tornarono ad Aleppo.cite-ref-0-40-0[40] Molti settori della città che sono stati colpiti sono in fase di ricostruzione.cite-ref-0-40-1[40] A partire dal febbraio 2018, le locali forze dello mwabsYPG abbandonarono il quartiere di Sheikh Maqsud, da essi precedentemente controllato, e si trasferirono ad mwabwAfrin per fronteggiare l'mwab0operazione Ramoscello d'Ulivo lanciata dal governo mwab4turco. Come conseguenza, l'esercito siriano prese possesso del distretto.cite-ref-41[41] Nel febbraio 2020, le forze governative catturarono le ultime aree controllate dai ribelli nella periferia occidentale di Aleppo, ponendo così fine a un conflitto iniziato in città otto anni prima.cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]cite-ref-44[44]cite-ref-jansen-45-0[45]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La varietà culturale e religiosa della città viene pienamente rispecchiata negli edifici religiosi che vi sorgono, importanti sedi sia della religione mwadsislamica, come la mwadwmoschea degli Omayyadi, che mwad0cristiana. Durante la mwad4guerra civile siriana diversi mwad8minareti della città, tra cui quello della grande moschea, sono andati distrutti, mentre le cattedrali e chiese cristiane sono state abbandonate, salvo poi esser restaurate o riaperte dopo il 2016.

La città conta in tutto quarantuno mwaeemoschee, tredici mwaeizawiye, nove chiese cristiane e una mwaemsinagoga.cite-ref-hadjar-46-0[46]

• mwaeoMoschea degli Omayyadi, antica moschea dell'mwaesVIII secolo;
• Sinagoga al-Bandara, sinagoga del mwae4XII secolo;
• Moschea al-Firdaws, moschea e mwafemadrasa del mwafiXIII secolo;
• mwafqCattedrale dei Quaranta Martiri, cattedrale della mwafuChiesa apostolica armena del mwafyXV secolo;
• mwafgCattedrale di Sant'Elia, cattedrale mwafkcristiana maronita del mwafoXIX secolo;
• mwafwCattedrale di San Giuseppe, cattedrale mwaf0cattolica caldea del mwaf4XX secolo;
• mwagaCattedrale del Profeta Elia, cattedrale ortodossa, sede dell'arcieparchia di Aleppo e Alessandretta;
• mwagcChiesa di San Francesco d'Assisi, cattedrale e sede del mwaggVicariato apostolico di Aleppo fino al 2011;

Madrasa al-Halawiyya

In origine mwag0cattedrale bizantina (conserva ancora le colonne con mwag4capitelli mwag8bizantini del mwahaV secolo) che la tradizione vuole fondata da mwaheSant'Elena, madre dell'imperatore mwahiCostantino il Grande; confiscata, nel 1124, per le atrocità commesse dai mwahmcrociati. Il nome della mwahqmadrasa deriva da mwahuhulw (dolce), perché al tempo di mwahyNur al-Din Zangi venivano distribuiti dolciumi alla popolazione. La madrasa, restaurata, è usata ancora oggi come scuola coranica.

Architetture civili

L'importanza, soprattutto commerciale della città, si riflette pienamente sulle architetture civili che hanno attraversato i diversi secoli di storia della città; nel dettaglio si possono ancora ammirare: sedicimwahkcaravanserragli, ossia grandi edifici con cortile interno volti ad ospitare le carovane itineranti, due imponenti mwahobimaristan, ossia ospedali islamici talvolta utilizzati come mwahsmanicomi, otto mwahwhammam oltre che svariate residenze tradizionali, mwah0mausolei e mwah4madrase.cite-ref-hadjar-46-1[46] Inoltre i mwaimsuq di Aleppo sono considerati i più estesi del mwaiqVicino Oriente con circa 12mwaiu km complessivi.

• Hammam al-Nahaseen, mwaighammam del mwaikXIII secolo;
• Bimaristan Arghun, manicomio del mwaiwXIV secolo;
• Hammam Yalbugha al-Nasiri, hammam del mwai4XV secolo;
• Khan al-Nahassin, mwajacaravanserraglio del mwajeXVI secolo, oggi sede del consolato di mwajiFrancia;
• Khan al-Gumruk, caravanserraglio del XVI secolo;
• Bayt Jumblatt, edificio del mwajuXVII secolo;
• mwajcPalazzo Ghazaleh, residenza privata del XIV secolo;
• mwajkHotel Baron, mwajoalbergo storico di Aleppo del mwajsXX secolo;

Architetture militari

• mwaj8Cittadella, fortezza di origini medievali posta al centro della città antica;

Bab Antakia, la porta di Antiochia

La massiccia porta è rafforzata da due grandi bastioni esagonali eretti dal nipote del mwakySaladino, il figlio di al-Zahir Ghazi, al-Nasr Yūsuf II, della dinastia degli mwakcAyyubidi. Da qui partiva la strada per mwakgAntiochia, e da questa porta i musulmani entrarono pacificamente ad Aleppo nel 637. L'iscrizione più antica che è riportata nelle pietre della struttura risale al 1016-1018.

Al-Jdayde

mwaksAl-Jdayde era l'insediamento cristiano "fuori le mura" vicino alla Bāb al-Faraj (mwakwPorta della Gioia), risalente al mwak0XV secolo, dopo la devastazione operata da Tamerlano, ed ora a pieno titolo i quartieri di al-Jadīdacite-ref-47[N 1] e al-Tadrība sono inseriti nei giri storico-turistici della città. Nei due quartieri si trovano alcune case tradizionali arabe dei secoli mwaliXVII-mwalmXVIII, come il mwalqPalazzo Ghazaleh, con all'esterno alte mura di protezione; nel passato, di notte, i tre cancelli d'ingresso venivano chiusi e presidiati da guardie. Detto anche mwaluquartiere cristiano o mwalyquartiere armeno, vi si trovano quasicite-ref-48[N 2] tutte le chiese della città:

• le mwal0chiese armene:

la mwamachiesa Ortodossa Armena della Vergine Maria, del mwameXV secolo, con un monumento, nel cortile, che ricorda il massacro degli Armeni operato dai Turchi Ottomani, nel 1915. Oggi è un museo d'arte religiosa;
la mwammchiesa cattolica Armena, ricavata dall'abitazione della famiglia Qara Ali, nel 1830;

• la mwamymelchita, come la mwamcchiesa Greca Cattolica, del 1843, decorata all'interno in stile mwamgmamelucco, con pietre bianche, nere e gialle;
• la mwamogreco-ortodossa, come la chiesa dedicata alla Vergine Maria, con una splendida collezione di icone di scuola aleppina, restaurata, nel mwamsXIX secolo;
• la mwam0Chiesa cattolica sira, come la mwam4chiesa Siriana cattolica, già esistente, nel mwam8XVI secolo e ricostruita, nel 1825, oggi ospita un seminario;
• ed altre.

Società

Evoluzione demografica

Nel 1901 la popolazione di Aleppo contava 108.143 abitanti, dei quali mwanq76329 musulmani (70,58%), mwanu24508 cristiani (22,66%) e mwany7306 ebrei (6,76%).cite-ref-49[47] La comunità cristiana è aumentata in seguito all'arrivo di rifugiati armeni all'inizio del XX secolo, in particolare dopo il mwansgenocidio armeno nel 1915. Nel 1922 la popolazione contava mwanw156748 unità, tra le quali mwan097600 musulmani (62,26%), mwan422117 nativi cristiani (14,11%), mwan86580 ebrei (4,20%), mwaoa2652 cittadini europei (1,70%), mwaoe20007 rifugiati armeni (12,76%) e mwaoi7792 membri di altre minoranze (4,97%).cite-ref-50[48]cite-ref-51[49] Nel 1944, la popolazione cittadina aveva raggiunto i mwaos325000 abitanti, dei quali mwaow112110 (34.5%) erano cristiani.

Nel 2004, Aleppo, con i suoi mwao42132100 abitanti, costituiva la città più popolosa della Siria.cite-ref-52[50] Nel corso della mwapmbattaglia di Aleppo, nell'ambito della mwapqguerra civile siriana, i quartieri orientali, nelle mani delle forze di opposizione, hanno visto perdere gran parte della popolazione, che si è rifugiata altrove; nel 2015, la sezione orientale della città ospitava mwapu40000 abitanti.cite-ref-53[51]

Religione

Aleppo ospita una delle popolazioni più variegate del mwaqiMedio Oriente; la maggioranza della popolazione è costituita da mwaqmarabi; vi sono minoranze di mwaqqcurdi, mwaquarmeni, mwaqycircassi e mwaqcturcomanni, oltre a gruppi di mwaqgceceni e di musulmani balcanici, quali mwaqkbosgnacchi, mwaqoalbanesi, mwaqsgreci e mwaqwbulgari. La maggioranza della popolazione è di fede mwaq0musulmana mwaq4sunnita, mentre oltre mwaq8300000 cristiani appartenenti ad una decina di confessioni fanno di Aleppo la terza maggiore città cristiana del mondo arabo dopo mwaraIl Cairo e mwareBeirut. A partire dalla seconda metà del mwariXX secolo, la storica comunità mwarmebraica di Aleppo è emigrata in massa a causa di fattori politici legati al mwarqconflitto arabo-israeliano ed economici, mentre diverse migliaia di mwarudrusi, mwaryalauiti e mwarcismailiti dal resto della Siria si sono stabiliti in città.

La maggior parte della comunità cristiana aleppina era costituita da cattolici fino al XX secolo. Le comunità mwarkcristiane ortodosse incrementarono con l'arrivo di immigrati armeni dalla mwaroCilicia, in seguito al genocidio armeno, e di mwarsarabi mwarwgreco-ortodossi dal mwar0Sangiaccato di Alessandretta. Comunità armene sono presenti in città fin dal XII secolo, originatesi dalla Cilicia. La mwar4Cattedrale dei Quaranta Martiri, fondata nel 1491, costituisce la cattedrale armena più antica della città. Tra il 1923 e il 1925, in seguito alla ritirata delle truppe francesi dalla Cilicia, oltre mwar840000 rifugiati armeni raggiunsero Aleppo, giungendo a formare un quarto dei mwasa210000 abitanti nel 1925.cite-ref-54[52]cite-ref-55[53] Nel 1944, gli armeni contavano mwask60200 dei mwaso112110 cristiani aleppini. Numerosi armeni cominciarono ad emigrare verso l'mwassArmenia sovietica a partire dalla seconda metà degli anni 1940, nel processo conosciuto come "rimpatrio armeno".

La città è stata sede di un'antica comunità ebraica. La grande sinagoga di Aleppo, costruita nel mwas8V secolo, ospitò per secoli il mwataCodice di Aleppo. A partire dal mwateXV secolo, la città ricevette immigrati mwatisefarditi. All'inizio del XX secolo, la comunità ebraica aleppina era concentrata nei quartieri di Al-Jamiliyah, Bab Al-Faraj e vicino alla grande sinagoga. Le tensioni in mwatmPalestina portarono a una rivolta nel dicembre 1947 che colpì violentemente la comunità.cite-ref-56[54] Gran parte dei mwatg6000 ebrei abbandonarono la città.cite-ref-57[55] Nel 1968, rimanevano ad Aleppo 700 ebrei.cite-ref-58[56] Nel 1992, il governo siriano autorizzò l'emigrazione dei rimanenti mwaue4500 ebrei nel Paese.cite-ref-59[57] L'ultima famiglia ebraica della città emigrò in Israele nell'ottobre 2016.cite-ref-60[58]

Lingue e dialetti

Il dialetto arabo di Aleppo è di tipo mwavalevantino ed è parlato dalla grande maggioranza della popolazione. La mwavelingua curda risulta essere la seconda lingua più parlata in città dopo la mwavilingua araba ed è parlata dalla locale comunità mwavmcurda nella sua forma mwavqkurmanji.cite-ref-61[59] La comunità mwavkturcomanna mantiene dialetti mwavoturchi, mentre quella mwavsarmena parla il mwavwdialetto armeno occidentale.

Cultura

Nel 2006 Aleppo è stata la prima città a ottenere il riconoscimento di "Capitale culturale del mondo islamico".

Musei

• Museo Nazionale di Aleppo, dove si trovano le seguenti sale:

• al piano terra, sala dei reperti della zona di mwawgJazīra, sala di mwawkMari, sala di mwawoHama, sala di mwawsUgarit, sala di mwawwTell Halaf, sala di Arsian Tash, sala di Tell Ahmar ed infine una sala con reperti provenienti da siti diversi;
• al piano superiore vi sono reperti del periodo preclassico e interessanti testimonianze del periodo romano e bizantino;

• Museo delle Tradizioni, con arredi che ricreano l'atmosfera di una sontuosa residenza dell'Aleppo del mwaw8XIX secolo;
• Museo della Cittadella

Cucina

Aleppo è famosa nel mondo arabo per la varietà e la raffinatezza della sua cucina. Piatto tipico di Aleppo è il mwaxmmwaxqkebab alle ciliegie, per la cui preparazione si utilizza una varietà di ciliegie specifica e tipica della zona. Altra tipica preparazione è la confettura di rose, di lunga tradizione condivisa con la città di mwaxuDamasco, ma non è possibile provvedersene nei mwaxysuq locali in quanto viene preparata solo per uso familiare e non è prodotta in quantità sufficienti per il commercio.

Infrastrutture e trasporti

La città è servita dall'mwaxkAeroporto Internazionale di Aleppo, che è base secondaria della mwaxoSyrian Air, la principale compagnia aerea siriana.

Sport

Aleppo è sede di varie squadre di calcio, tra cui le principali sono l'mwax0Al-Ittihad, l'Al-Hurriya, l'Al-Yarmouk, lo Jalaa e l'Ouroube. I principali impianti sportivi cittadini sono lo mwayiStadio internazionale di Aleppo, il più capiente di Siria e lo mwaymStadio 7 aprile, il più antico del paese.

In città è popolare anche il mwayubaseball, con Jalaa e Al-Ittihad tra le migliori squadre a livello nazionale.

Note

Annotazioni

cite-note-47N 1. "Jdeydé" è il diminutivo dialettale di "al-Jadīda", che di per sé significa "la Nuova": quindi "La piccola Nuova".
cite-note-48N 2. La "Chiesa Latina", dedicata a mwazeSan Francesco (i francescani si trovano ad Aleppo sin dal 1233, quando un accordo tra il mwazipapa Gregorio IX e il figlio del mwazmSaladino, mwazqal-Zahir Ghazi, permise loro di assistere i Crociati prigionieri ad Aleppo) è stata costruita nel 1939, e si trova fuori da Jdeydé

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

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